• Image 03
  • Image 02
  • Image 01

Editoriale

Editoriale di Roberto Gamberini

Un settembre a Rimini è sempre una sorpresa.

        Un grazie speciale ai nostri turisti “fedeli”...!

 

L’estate ha iniziato la discesa verso l’autunno ed è ormai tempo di bilanci. Se l’Anticiclone delle Azzorre, che quest’anno non possiamo proprio dire che non si sia fatto sentire dalle nostre parti, ci concedesse un altro mese di “alta stagione”, farebbe davvero un opera grandiosa, meritoria. Settembre è infatti il mese ideale per godersi una vacanza serena, a prezzi più contenuti, integrando le giornate di mare (l’aria è più tersa e il mare più blu) con escursioni nei paesi dell’interno, nella Signoria dei Malatesta e nel Montefeltro per scoprirne i sapori e le poliedriche identità. Sembra che Rimini abbia imparato la lezione di alcuni anni addietro - quelli piuttosto critici - continuando a scommettere sul suo vero punto di forza: la cultura ospitale che nasce dal di dentro, dall’amore degli operatori per il loro mestiere, per la loro città e per i loro ospiti. Se si vuole capire davvero il fenomeno Rimini, al di là della sua poliedricità e della sua natura “sfaccettata”, bisogna andare a pranzo in uno dei tanti piccoli alberghi di qualità, che rappresentano la spina dorsale dell’offerta turistica riminese e che ne hanno garantito il successo come destinazione turistica. E’ in quel momento che la grande famiglia si ritrova, inverdendo i riti dell’incontro e dell’amicizia, oltre a quelli gastronomici. Avevamo il dubbio che questa bella storia appartenesse alla memoria ma, nel corso di questa e di altre estati, diversi episodi hanno confermato che Rimini deve la sua vitalità e la sua forza di attrazione in primis ai suoi turisti fedeli, a coloro cioè che ogni anno, con un atto d’amore, ritornano come le rondini nello stesso albergo, nella stessa camera, nello stesso stabilimento balneare. Quei turisti, anche se in un recente passato, e solo in parte, rimasti a casa per ragioni a noi note (la crisi economica in primis) Rimini ha saputo sceglierli non per decreto, ma mettendo in campo una offerta fatta di valori autentici e di “complicità”.  Ecco, dunque, il primo paradigma della cultura ospitale: il turismo è qualità delle relazioni e l’investimento più importante è quello di sapere generare benessere per gli ospiti/cittadini temporanei, rispettandoli anche nelle loro debolezze (economiche, culturali, cc…) perché è grazie a loro, ai Rossi, ai Petrone, ai Meier, agli Smith e da qualche anno anche agli Ivanov, che Rimini è entrata nella leggenda delle vacanze. Crediamoci ancora, non è mai tempo di piagnistei, specialmente quest'anno, E’ sempre tempo di maniche rimboccate, di ottimismo e di scelte oculate. E’ tempo di mettere in campo idee, creatività, soprattutto calore e colore. Come dicono quelli delle Albe di Benessere che vanno incontro al sole e alla luna in barca a vela: “provate la meditazione che vi resterà nel cuore”. Ecco, proprio di questo abbiamo bisogno: di emozionare i nostri ospiti. Facciamo loro capire che “gli vogliamo veramente bene”!

 
 

Le Nostre Guide Tematiche

  • La Città a 4 Zampe
  • Girotondo la Città dei Bambini
  • Rimini Benessere
  • Rimini da Mangiare
  • Rimini Sport Fitness Wellness

Contatti

Turisport

Parla con noi