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editoriale

Gli eventi di oggi e le serate di ieri, targate anni '50

La straordinaria ricchezza degli eventi e delle iniziative odierne - di cui Link  è testimone e capillare informatore - spingono a volte i riminesi (d'altri tempi) a ricordare per contrapposizione quel poco che la città offriva negli anni '50. Un decennio tutto da riscoprire, anche se molto meno favoloso e scoppiettante del successivo. Anzi misero, senza soldi. La carne, quando la si poteva comprare, era quella di “bassa macelleria”; mentre sul Corso si affacciavano ancora i palazzi semidistrutti dalla guerra. La vita d'inverno era racchiusa completamente nel Centro (borghi compresi, naturalmente), dove tutti abitavano. Alternative poche, o si andava al bar oppure al cinema, le cui sale erano tante e molto frequentate, in ogni sera della settimana. Il tutto avvolto da una nuvola di fumo che si insinuava ovunque. Poi, nel bel mezzo del decennio, arrivò lei, la Televisione. Dapprima solo nei caffè o in casa di qualche fortunato vicino. Ma l'esplosione del fenomeno fu rapida, e avvenne anche per merito di una trasmissione come Lascia o raddoppia, condotta da un certo Mike Bongiorno che aveva portato dagli Usa la moda dei quiz. E, così, ogni giovedì sera tutti correvano al bar o da qualche vicino per assistere, attoniti e rapiti, a quell'inedito spettacolo: disertando in massa le sale cinematografiche, le quali per rimediare ricorsero subito ad uno stratagemma.

Ricordo bene la scena che vidi con i miei occhi al “Supercinema” (una sala pressapoco di fronte al “Fulgor”): si trattava di un giovedì sera e il gestore aveva sistemato sotto il telone dello schermo, su di un carrello, un grosso televisore, simile ad un grande scatolone, dal quale era possibile assistere a Lascia o raddoppia. La gente poteva, così, seguire nella stessa serata oltre al film anche la trasmissione  di cui tutta l'Italia parlava; quel programma condotto da uno strano italoamericano, così sicuro di sé, così distaccato, che parlava un italiano semplice semplice, chiaro chiaro, banale banale.

E dopo di lui un film. In quegli anni andavano per la maggiore le pellicole, non propriamente dei capolavori, che vedevano come protagonisti Claudio Villa o Giacomo Rondinella. Poi tutti a casa, quasi felici. Quasi.

Giuliano Ghirardelli

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